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Risvolto di Copertina

Il Novecento letterario italiano ha assorbito istanze e questioni che tratteggiano l'inquietudine del vivere. Spesso il 'male di vivere' è la solitudine che attraversa l'anima e penetra gli orizzonti della mente. Crea disorientamento, senso di vuoto, paura senza lasciare spazio alla speranza e neppure ai sentieri dell'attesa. Il male di vivere è una trappola che chiamiamo depressione, ansia, angoscia, timore, panico. Il più delle volte rivela la desertificazione che c'è intorno e aggredisce il sentire dell'uomo. Il vissuto della letteratura diventa sempre un attraversamento. In questo attraversamento la nostra rivista, 'Il Cerchio' ha sempre svolto un ruolo importante in una dialettica che ha posto al centro i valori della letteratura, l'essenza esistenziale di una letteratura non fatta di cose ma di testimonianze e spiritualità, di anime e di pensiero. Ed è proprio su questo indirizzo che il rapporto uomo e letteratura, grazie a scrittori come Luigi Pirandello, come D'Annunzio, come Pavese, nelle loro diverse contestualità epocali, sino a toccare il tempo delle eredità di Francesco Grisi, ha avuto sempre un riferimento fondamentale. I dibattiti di questa nostra rivista lo dimostrano apertamente.

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