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Editoriale

Il Direttore de 'Il Cerchio' Giulio Rolando 
di: Giulio Rolando 

Diciamolo subito, chiaro e forte. Si è toccato il fondo.
Siamo disperati non solo e non tanto per tutto quello che giorno dopo giorno,in maniera assillante, la così detta “politica” ci ammannisce, ma soprattutto per la mancanza totale di alternative allo stato attuale delle cose, alternative che abbiano un senso e una consistenza. Ciò che però più assilla è la perenne incessante polemica sempre su tutto che ci priva di ogni speranza.
Ricostruire i passaggi di questo processo involutivo della società e dei costumi, che investe sì la politica ma non vede esclusa la stessa magistratura e ampie fasce del mondo dell’informazione, sarebbe lungo e spropositato per una pubblicazione come questa che, fosse solo per la sua stessa cadenza trimestrale, mal si presta a soffermarsi sul succedersi e sull’accavallarsi del bombardamento mediatico oramai, devo dire, anche molto meno seguito per la stanchezza che assale la gente perbene e civile, coloro cioè che per fortuna nulla hanno a che fare con un mondo in disfacimento. Il tutto sotto l’incalzare di una crisi economica globale senza precedenti e di non prevedibili esiti e di dubbia origine.
Non parrà strana allora la mancanza, nel sommario che presento, di qualsiasi riferimento alla politica, nel senso deteriore assunto in questi tempi, laddove invece ampi spazi sono riservati a riflessioni a tutto campo e ad approfondimenti di natura storica e letteraria. L’unico spazio di speranza che, per fortuna ancora ci resta, è appunto di comprendere meglio i tanti valori di ieri e di sempre per preparare un domani migliore dell’oggi. Ed è proprio ai tanti giovani talenti, con cui ci stringiamo in cerchio, che indirizzo un particolare ringraziamento non solo per essersi dedicati alla redazione di questo fascicolo ma soprattutto per avere compreso appieno e condiviso il senso di un percorso non facile in un tempo in cui la memoria viene vissuta quasi come una inutile divagazione se non come una colpa.
Eccoli dunque questi giovani di valore, sicura speranza per un domani migliore,vedere affiancati i loro nomi, con consapevolezza e orgoglio, a quelli di già celebri giornalisti, cattedratici, scrittori e artisti, interpreti e testimoni delle più nobili tradizioni del pensiero di ogni tempo. Assieme, in quarta di copertina, in stretto ordine alfabetico, compongono e rappresentano un tutt’uno di inestimabile valore, un nucleo forte e compatto di intelligenze che sicuramente fa ben sperare.
Un personale ringraziamento è dovuto a Maria Sofia Boschetti, la sposa di Rino Volpe, che con amore e intelligenza ha voluto raccogliere nel prezioso “quaderno”, compiegato a questo numero davvero speciale, i pensieri che Rino in una intera vita di ‘parolibero’ ha raccolto e ordinato a corredo delle sue opere pittoriche, in cui ancora è forte la traccia del Futurismo. Una ulteriore sottolineatura mi sembra doverosa. Ad occhi distratti potrebbero apparire forse superate o quantomeno inutilmente nostalgiche alcune delle pagine che ho il piacere di presentare. A ben guardare, invece, si noti l’attualità viva del confronto-incontro tra cultura laica e cattolica, unite da un comune senso di avversione al maxismo, un tema centrale al dibattito odierno. Grazie alla documentazione del CRS Francesco Grisi, offerta all’attenzione dei lettori de Il Cerchio da Pierfranco Bruni che lo presiede, e a scritti ancora inediti del nostro Maestro, assumono un particolare sapore di attualità. Continuando, si pensi a quale rilievo ed importanza per superare il malessere dei tempi, può assumere per ciascuno di noi, il riferimento alla filosofia di Seneca che Marcello Veneziani, con la sua solita arguzia ci propone, o ancora, la lettura “architettonica” dell’arte di Sironi, elaborata da Luigi Tallarico.
Dunque, ancora una volta e in ogni pagina, il riferimento è all’ Italia viva che vola alto e che senza compromessi ragiona e pensa in piena libertà.

 

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