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Recensione al n.80 de 'Il Cerchio'

L’ultimo numero de “Il Cerchio esce doppio con un prezioso quaderno che raccoglie i pensieri di una intera vita del Parolibero pittore Rino Volpe. Il quaderno lo si deve alla moglie dell’artista Maria Sofia Boschetti che con amore e dedizioni lo ha ordinato a corredo delle opere pittoriche del marito nelle quali è forte la presenza del Futurismo. 
“Non toglieteci la speranza!” scrive Giulio Rolando ad apertura della rivista ed è ragionevole che dica ciò visto che nel nostro “bel Paese”, ricco di beni naturali e grandi patrimoni artistici è davvero difficile vivere per l’anarchia di chi ci abita e per l’illusione continua di poter migliorare la società senza disciplina e sacrifici.
Leopardi aveva ben compreso il difetto degli italiani quando denunciava la mancanza di una opinione pubblica capace di una scelta etica.
Il Direttore de “Il Cerchio” aggiunge, poi, che nonostante tutto bisogna credere nel futuro, un futuro diverso, migliore di questo presente che unisce la quotidianità e l’eccezionalità, la saggezza e l’imprudenza, la normalità e la follia. “… l’unico spazio di speranza che, per fortuna ancora ci resta, è appunto di comprendere meglio i tanti valori di ieri per preparare un domani migliore dell’oggi”.  Ho riflettuto molto sulle parole di Giulio Rolando e su cosa sia stato e sia oggi “Il Cerchio”. Oltre ad essere un appuntamento trimestrale, la rivista è una casa in cui ciascuno ha un proprio posto. In un mondo in cui tutto è precario abbiamo questa appartenenza e siamo sicuramente molto più di un progetto editoriale, siamo una casa nella quale confluiscono anime diverse, mosse dalla passione, dal piacere di condividere le nostre conoscenze. La saggezza di Giulio Rolando di rimanere fedele ad un’idea iniziale (diffondere la cultura, analizzare criticamente e con grande onestà senza alcuno spirito di parte i comportamenti del mondo politico che ci circondano) ci ha consentito di entrare nel 2012 e, se vivere di soli abbonamenti ha permesso alla Rivista di ospitare idee più diverse, è altresì vero che non si sa cosa il futuro ci riserva; ma è confortante pensare, nel generale strepito di catastrofi imminenti, che si possa ancora e per molto tempo continuare questo viaggio insieme.

Aurora Cacopardo

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