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Editoriale

Giulio Rolando Ricordi e progetti

di: Giulio Rolando

Laura Serra, scrittrice e poetessa, Maestra e guida nella mia acerba gioventù, amava ripetermi il concetto che con il passare del tempo nella mente umana aumentano i ricordi, mentre si affievolisce la capacià progettuale. È lo stesso pensiero che molti anni più avanti ho sentito spesso ripetere al grande Montanelli ed anche dalla viva voce di Francesco Grisi.

È certamente vero ma, alla luce della personale esperienza, vorrei anche aggiungere che i molti, forse troppi, progetti elaborati in tutta fretta, in tempi come questo di burrascoso cambiamento, spesso non trovano ralizzazione perché privi della conoscenza dei fondamentali princìpi e delle esperienze di cui le radici di tutti, volenti o nolenti, sono fortemente impregnate. La mancanza del ricordo allora si avverte nei fatti.
Non è questo un divagare dal mio solito dovere di introdurre il fascicolo che presento.
Da lettori attenti di questa Rivista – e oramai affezionati per venti anni di consuetudine – ciascuno potrà valutare se nello scorrere le pagine si imbatterà in nostalgici e inutili ricordi o non piuttosto in precisi richiami ad una conreta progettualità, non conta se di ieri o di oggi, ma permeata di sentimenti sacrosanti.
Il più grande progetto, forse di ogni tempo, di cui oggi stiamo assistendo allo sviluppo e alla realizzazione, è certo quello di Papa Francesco e mai come in questo caso i ricordi, quelli più alti ed antichi, quelli di sempre, ne rappresentano l’anima.
È quindi proprio questo è il riferimento primo, il punto di partenza per il percorso di ragionamento che con questo fascicolo veniamo a proporre. Grazie alle attente osservazioni di due giovani valentissimi collaboratori, Ciriaco M. Viggiano e Micol Bruni – ambedue ispirati dalla lettura del recentissimo libro di Massimo Milone, direttore di Radio Vaticano e percio’ stesso tanto vicino al disegno pontificio – essi affrontano temi di attualità, quello della mediaticità e quello dei giovani, ovvero ‘la generazione che cammina nella speranza’ argomenti, come leggeremo, connessi strettamente con il grande progetto del Papa.
Su un altro piano, ma è quasi naturale per una rivista come questa ‘di cultura e di politica’, ci si sofferma sui progetti di riforma di cui tanto si parla e che presto, si spera, possano vedere un concreto costruttivo inizio. Quello che però notiamo e lamentiamo è che dai progetti in corso d’opera manca spesso l’esplicito richiamo ad esperienze di storia vicina o lontana, indispensabile riferimento per la loro stessa concretizzazione, ma sopratutto per una possibile e sempre auspicabile condivisione ideale. Perché degli ideali qualunque progetto che si rispetti evidentemente non può fare a meno.
Tra le tante possibili analogie con il momento che viviano, e tra gli esempi più vivi, vale certo la pena richiamare quanto Ernesto Mazzetti , a sessant’anni dalla fondazione della rivista “Nord e Sud”, glorioso pilastro di cultura meridionale, ha scritto a proposito delle polemiche politiche negli anni della contestazione post sessantottina in cui “Francesco Compagna fu impegnato a contrastare quella che definiva la feltrinellizzazione della cultura italiana, come qualificava l’influenza imperante nei media, nell’università, nei salotti, di movimenti da lui giudicati tanto chiassosi quanto confusi nei contenuti fatto salvo il generico conformismo di sinistra”. Ne sappiamo qualcosa! Ma chi se ne ricorda più?
Ancora, un’altra preziosa sottolineatura dell’importanza della memoria nella impostazione di qualsiasi progetto , recentemente ce l’ha proposta Marco Demarco (Corriere del Mezzogiorno 15/7) quando ragionando di Napoli, tema al quale anche noi siamo tanto attenti, ha testualmente evidenziato che per i destini della nostra città “a questo punto può essere utile un po’ di buona memoria per ripescare buone idee del passato” riferendosi in particolare al progetto ‘Adotta un monumento’, “un progetto di una semplicità assoluta, ma assolutamente rivoluzionario, che negli anni Novanta seppe mobilitare le forze migliori della città, a cominciare dagli alunni delle scuole medie”. E vale ricordare che lo stesso Demarco appena qualche anno fa si rese autorevole propositore di una riconsiderazione a tutto campo sulla figura e l’opera di Achille Lauro, ritenendo che ‘il Comandante’ potesse rappresentare un utile riferimento per i successori alla guida della Città.
L’onestà intellettuale non ha confini. E dunque, nelle pagine che seguono, nel nostro piccolo e dal nostro irrinunciabile versante, proponiamo - ritenendo di fare cosa utile a chiunque considerazioni a tutto campo di esperti, storici, scrittori che dei ricordi hanno fatto bandiera di vita e del sapere. I tempi non si prestano a polemiche faziose, o peggio, ad interessate discussioni.
Ci siamo rimboccate le maniche per contribuire – ‘senza secondi fini’ – con questo numero speciale, nella significatica ricorrenza dei vent’anni di ininterrotta pubblicazione, alla costruzione di un sereno ragionamento. Prescindendo da anguste visioni partitiche, o peggio correntizie, certo si ragionerà di Destra risalendo però al ricordo delle più nobili radici.
Prime fra tutte, vale ancora ricordare il Futurismo dove, con mano esperta, ci conduce Luigi Tallarico parlando del centenario del manifesto di Santelia per l’architettura.
L’altro centenario cui immancabilmente si dedicano pagine è naturalmente quello della grande guerra da cui nacque, tra immensi sacrifici, una nuova Italia. Aurora Cacopardo dà la stura a questi ricodi con considerazioni di spicco perché non limitate agli eventi bellici bensì estesi alle molteplici implicazioni culturali che ne scaturirono, grazie anche alla presenza, nello sconfinato novero dei partecipanti, di figure come Prezzolini o Paolucci, che poi tanto peso ebbero nel pensiero e nei progetti realizzati in quel primo dopoguerra, ed oltre. Ancora più, Pierfranco Bruni, traendo spunto dal centenario, si sofferma sul ruolo delle riviste e dei letterati dall’interventismo e oltre. Quindi, come si vede, ancora i ricordi alla radice di progetti che ebbero tanta profondità e durata. E subito aggiungiamo di tale attualità questi ricordi e ragionamenti da rappresentare l’indispensabile premessa alle “letture incrociate” di Mario Bozzi Sentieri e di Luigi Iannone, autori di originali e profonde riflessioni sull’attualità e sul futuro possibile della Destra.
Si inquadrano qua le riflessioni svolte compiutamente da Rosemary Jadicicco sulla nobile crociata impegnata da Gennaro Malgieri con il suo “Lessico inattuale” per combattere il nichilismo e il relativismo morale di questi tempi. Vincenzo Nuzzo, dal canto suo, centrando appieno il senso del presente fascicolo, intitola il suo pezzo “Cos’è la Destra? Una destra che sappia ricordare”.
E di ricordi, quelli irrinunciabili e fondamentali, sono permeate pagine e pagine. Gianfranco de Turris a quaranta anni dalla morte di Julius Evola con il suo articolo “Il ritorno del tabù” evidenzia come “in un momento di totale confusione politica , sociale e addirittura sessuale, Julius Evola rappresenta ancora un punto di riferimento per chi voglia una saldezza interiore anche nel semplice vivere quotidiano”. La bibliografia essenziale propostaci dall’A. fa sì che i tanti ricordi si sostanzino in un corposo progetto di più ampia diffusione di un solco di pensiero determinante non solo nel passato ma anche per un futuro migliore. E subito di seguito, infatti, Giovanni Sessa porta avanti il ragionamento soffermandosi sulla carica dirompente delle posizioni di Evola e di Andrea Emo. Ai lettori de Il Cerchio viene così presentata la figura , purtroppo ancora sconosciuta al grande pubblico, di un pensatore ben al di là della cultura dominante la scena contemporanea.
Sono così appena alla metà del fascicolo che presento. Le sorprese le lascio scoprire agli amici lettori. Ma una pagina ancora mi pare essenziale evidenziare sin d’ora e si tratta dell’impegno dell’Ambasciatore Michelangelo Pisani Massamormile resosi promotore di due importanti convegni centrati, uno, il primo, sul ricordo dell’ Ambasciatore Sergio Romano prefatore del libro in cui si narra la ‘Storia di una missione straordinaria’ di diplomatici in una delle più tragiche fasi della nostra storia e, l’altro , ad appena pochi mesi di distanza, sul progetto avveniristico di Piero Bassetti volto alla valorizzazione massima in tempi di globalizzazione della cultura italiana nel mondo. Ancora una volta ricordi e progetti si incrociano e, sapendo leggere anche tra le righe, si valorizzano vicendeolmente.
Ancora un passo avanti nello scorrere le pagine di questo fascicolo per imbatterci nella sezione dedicata a Napoli. Qui, rifiutandoci ancora una volta di impelagarci nelle squallide e preoccupanti vicende del presente, sempre veleggiando tra i ricordi di uno splendido passato e le grandi progettualità di un futuro possibile, troviamo riferimenti preziosi nella dovizia monumentale di ogni epoca di questa città. Firme di grande spicco del mondo della cultura fanno da guida in questo eccezionale excursus aperto da Francesco D’Episcopo. Da Napoli a Sorrento il passo è breve e molte delle figure eccellenti della nostra cultura, partendo dai De Filippo, come Giuliana Gargiulo ci insegna con il suo progetto divulgativo, nella ‘Sorrento gentile’ ebbero ospitalità e cittadinanza.
Un personale e sentito grazie a Giovanni Anzidei che, nel ricordo della comune fraterna amicizia con Riccardo Tanturri, ha voluto aderire al progetto della nuova edizione del ‘Premio Scanno’ proprio in questi giorni in svolgimento nella singolare cittadina abruzzese, culla di tanta tradizioni, e che tante sorprese certo riserba per gli appassionati di letteratura, arti e scienza.

 

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