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Editoriale

Giulio Rolando Cultura, concretezza per Napoli

di: Giulio Rolando

In una nuova veste editoriale – raggiunta ormai la maggiore età per avere compiuto i vent’anni di ininterrotta pubblicazione – ritorniamo ai cari amici che con tanta costanza hanno voluto seguirci in questa non facile impresa. Non facile per vari ordini di motivi.Primo perché compiuta in assoluta autonomia a tutela della piena libertà di pensiero e di espressione.Ma soprattutto per la nebulosità dei tempi che rende quantomeno problematico rivolgersi con pacati ragionamenti a chi, come tutti noi, non ha specifici interessi in campo e non è animato da alcuno interesse materiale e neanche da nessuno spirito di parte.

Tutto questo evidentemente da non intendersi come rinuncia, o peggio abiura, di valori e ricordi. Realtà,luoghi e personaggi con cui, giorno dopo giorno tutti ci incontriamo e ci confrontiamo, sono al centro di questo fascicolo dedicato a Napoli. È per questo che, con riferimento ai più alti valori di pensiero del passato e ai più stimolanti progetti per il futuro, abbiamo cercato e trovato, grazie alla illuminata visione di tutti gli Autori che hanno voluto collaborare, un percorso forse accidentato ma sicuramente pieno di fascino e di speranza per questa nostra città. Max Vajro, il primo ispiratore per la nascita di questa rivista, di certo avrebbe condiviso la scelta che, in un momento di così alta preoccupazione, si decidesse di concentrare ogni attenzione ai valori e alle prospettive di Napoli. Ecco dunque che partendo dalle vicende del vicino Mediterraneo,così strettamente legate alla nostra storia ma anche al nostro futuro, passando per luoghi fantastici di Napoli perché in qualche modo connessi con figure di uomini illustri, si conclude il percorso parlando dei giovani. Dei giovani giornalisti che a Napoli si formano e che si spera daranno un determinante contributo di crescita culturale della città.Quello dell’informazione, anzi dell’eccesso di informazione,rappresenta certo uno dei grandi problemi del presente per il distaccarsi della gente normale dalla politica di cui potrebbero e forse dovrebbero interessarsi. Per una scelta ben precisa in questo numero non se ne parla affidando il perché di questa decisione nientemeno che a Prezzolini e alla vignetta a lato che sintetizza ogni altra considerazione in merito.Se però qualcuno degli amici lettori,come spesso accade,mi domandasse come interpretare le tante questioni sul tappeto nel Paese e quindi anche come affrontare i troppi problemi irrisolti di questa nostra Città certo indicherei come ‘lettura consigliata’ l’articolo di Marcello Veneziani (Corsera del 2 marzo) nel quale vengono delineati con estrema chiarezza i termini della questione e, da eccellente politologo, l’A. fornisce una messe di preziose riflessioni per ragionare sullo stato delle cose e formulare ipotesi per il futuro.

 

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