Login

  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow

Editoriale

Giulio RolandoAgli Amici de Il Cerchio 

di: Giulio Rolando

Raramente, credo, una vignetta abbia potuto sintetizzare tanto appieno un sentimento comune. Giannelli con singolare maestria e il sottile senso dell’umorismo, che mai gli vien meno, il 16 luglio sul Corriere della Sera, all’indomani della strage di Nizza, ha espresso così lo sgomento di tutti per il precipizio sul quale, più o meno consapevolmente, siamo in bilico.

Doveroso che questo numero della nostra Rivista, malgrado i tanti argomenti da prima pagina che si affollano nel fascicolo che presento, si apra e si concentri in apertura su riflessioni e ragionamenti proprio sugli accadimenti dirompenti di questa incredibile stagione- Il Titolo della sezione “Che tempi” credo che, meglio di ogni altro, sia idoneo a rappresentare i diversi argomenti che si affollano a renderci perplessi e sconcertati e, a volte, addirittura sgomenti. L’approfondimento però dei singoli argomenti attraverso le costruttive e pacate riflessioni dei diversi Autori certo darà a chi legge uno spiraglio di luce e di ragione in un clima di tale complessità. Attualmente il percorso molto articolato che investe complesse problematiche quali la guerra in atto nel Mediterraneo e i connessi fenomeni migratori e terroristici, ma anche, qui da noi, il dilagare del potere criminale, sino ad affrontare, con il dovuto distacco, la tematica del prossimo referendum cui siamo chiamati per decidere del prossimo futuro. Ed a questo punto si giunge a parlare di Napoli, della nostra città, dove pure si sommano luci e ombre. Le ombre, tante in verità, sono sotto gli occhi di tutti, giorno per giorno, ma è parso inutile soffermarsi più di tanto su tale indiscutibile realtà anche per non invischiarsi in polemiche riduttive. Si è puntato piuttosto su ragionamenti di livello e su i tanti ricordi che di luce ne danno -e come!- a Napoli e ai napoletani. Molte le figure eccellenti di concittadini scomparsi che hanno lasciato un vuoto difficilmente colmabile. Molti però i giovani talenti che si stanno facendo avanti e che ovviamente anche tra le firme che onorano la nostra testata. Tra quelli di prima e quelli di adesso, per un evidente motivo di equilibrio, cito solo un nome: Francesco Grisi. Fu grande Maestro di tanti di noi e anche nel “pezzo” di “Capri segreta” del 1961 , che abbiamo il piacere di riproporre integralmente per la gioia di tanti, Egli parlando di Leonida Répaci ci da un contributo essenziale per afferrare bene la funzione e le caratteristiche della narrativa meridionale. Queste pagine rappresentano un introduzione di fatto alla sezione “Lo scaffale de Il Cerchio”, una ricca rassegna ragionata di libri di Autori meridionali. Non è venuto meno, ovviamente, l’approfondimento ulteriore e costante sul Futurismo di cui Grisi fu studioso e propositore preciso, come lo stesso Luigi Tallarico che ce ne parla. Il percorso di lettura proposto in questo numero si concentra sull’arte figurativa che a Napoli presenta oggi esempi cospicui di artisti di grande valore. Si giunge quindi, quale eccezionale conclusione, a celebrare l’arte di Pirandello nel centenario della scomparsa. È quanto ha fatto per noi, dall’alto del suo sentire e del suo sapere, Pierfranco Bruni anticipando il solco del ragionamento svolto nella solenne apertura del Premio Scanno. Una relazione di particolare spessore che attraversa di fatto tutta la cultura italiana dei passati cent’anni e che per Napoli ed i napoletani assume un particolare significato per la sottolineatura che l’Autore, già candidato italiano al Premio Nobel per la letteratura, ha voluto porre del collegamento tra i cardini della nostra arte teatrale evidenziando il rapporto di Pirandello con Eduardo e con Totò. Si è da Scanno, e con la nostra rivista ,di fatto aperta una nuova solenne celebrazione quella del cinquantenario della scomparsa del Principe de Curtis di cui nel 2017 tanto si vorrà ancora giustamente scrivere e di cui tanto ancora si vorrà parlare.

 

Questo sito web utilizza i cookie. Utilizziamo i cookie per personalizzare la tua esperienza utente e per studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Acconsenti ai nostri cookie se continui ad utilizzare questo sito web. Per saperne di più sui cookies che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Cookie Policy.

Io accetto i cookies di questo sito.