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Le “passeggiate” ed i Quaderni de “Il Cerchio”

Non solo rivista
Le “passeggiate” ed i Quaderni de “Il Cerchio”

I Quaderni de 'Il Cerchio' - 'La ricerca dello Stato Nuovo'Sarebbe gravemente riduttivo, se non addirittura fuorviante, risolvere la prestigiosa e al tempo stesso complessa vicenda de “Il Cerchio” in un mero compendio del quindicennio di pubblicazioni. Il cursus della rivista, infatti, si intreccia con le pregevoli iniziative per la città di Napoli organizzate da Alleanza Culturale, associazione nata in seno al partito di Alleanza Nazionale e presieduta dal medesimo, geniale Giulio Rolando che ne resta ideatore e direttore.
Alleanza Culturale, con uno slogan: un nome, una garanzia! Non a caso l’on. Antonio Rastrelli, già Presidente della Regione Campania, ha sempre auspicato un’ “Alleanza Generale” sia per rilanciare la cultura a Napoli sia per soppiantare le sempre più frequenti, tragiche e funeste notizie di cronaca relative alla città mediante kermesse culturali di grande richiamo per la cittadinanza. E, sotto questo punto di vista, il Presidente Rastrelli, d’accordo con Stefano Arcella, ha sempre manifestato particolare gradimento per Alleanza Culturale, dal cui semplice nome già traspare – a suo dire - quel fondamentale senso di solidarietà dai più ritenuto indispensabile per la rinascita di Napoli e dell’intero Mezzogiorno.
Proprio ad Alleanza Culturale va, quindi, il merito di avere ideato e condotto numerose “passeggiate” attraverso il centro storico del capoluogo campano, la prima delle quali, addirittura risalente al 1994, riscosse un inusitato successo di pubblico, snodandosi attraverso la Chiesa ed il Chiostro di Santa Chiara, la Chiesa di Santa Marta e la Cappella Brancaccio, per poi concludersi a Palazzo Tufarelli, un’ abitazione privata aperta per l’occasione al pubblico (il che costituì una delle principali novità introdotte con questa iniziativa).
Tuttavia, le manifestazioni culturali organizzate da Alleanza Culturale non si sonoI Quaderni de 'Il Cerchio' - 'Musica, Informazione e Consenso: il Ventennio lungo settant'anni' esaurite in una dimensione cittadina o regionale, ma hanno continuato a vantare un respiro molto più ampio: lo testimonia la “Crociera Egea” organizzata dall’associazione, nella tarda primavera del 2007, a Rodi, città capoluogo di una regione ricca di storia e mirabile testimonianza “di quanto fatto nel nome dell’Italia, che – come ebbe ad evidenziare Giuliana Gargiulo su “Il Roma” del 26 maggio 2007 – non è poco”. In quella occasione, gli “Amici de Il Cerchio” si addentrarono negli oscuri meandri delle vie della cittadella latina, fra case, chiese e monumenti cavallereschi, dirigendosi in seguito verso il Castello e l’Acquario, puntando così decisamente verso il parco naturale di Petalondes (con la celebre Valle delle Farfalle), il parco archeologico dell’antica Kamiros, l’acropoli-fortezza di Lindos e, infine, il parco naturalistico ed archeologico di Epta Piges. Evidentemente, una iniziativa culturale attenta e mirata a soddisfare ogni sorta di interesse, storico-archeologico o naturalistico che fosse, ed impreziosita dalla conferenza tenuta dal prof. Sergio Stenti sull’architettura italiana negli anni ’30.
L’idea-quaderno è stata fatta propria da “Il Cerchio” già nell’ormai lontano 1996: i suoi Quaderni, all’epoca, sono stati concepiti come numeri speciali di approfI Quaderni de 'Il Cerchio' - 'I nuovi gusti della Napoli d'oro'ondimento su tematiche peculiari affrontate in chiave tecnica, basati su una documentazione rigorosa e particolareggiata, affidati al lavoro – a volte anche esegetico - di valenti ed appassionati studiosi e valorizzati da contributi di spessore apportati da autorevoli personalità del mondo della cultura, della politica e della religione (basti pensare all’intervento di S.E. il Card. Mario Francesco Pompedda, di cui daremo conto in seguito).
Altre volte, i Quaderni si sono configurati come preziose e raffinate monografie sui principali aspetti della vita legislativa, economica, artistica e sociale degli anni ’30, corredate da un apparato critico, iconografico e documentario tratto da archivi di Stato e privati, finalizzate ad una attenta, onesta e serena analisi di un periodo storico di grande fermento culturale e politico, ad oggi non del tutto esplorato.
L’esperienza dei quaderni de “Il Cerchio” trova un illustre antecedente storico e culturale nei quaderni de “La Voce”, forse la più importante rivista letteraria del Novecento, nata nel dicembre 1908 a Firenze sotto la direzione di Giuseppe Prezzolini e che, dopo aver conosciuto diverse “fasi” ed altre direzioni (come quelle di Giovanni Papini e di Giuseppe De Robertis), sospese le pubblicazioni solo nel 1916. Col primo numero del 1913, “La Voce” fu trasformata da rivista settimanale in quindicinale e mutò, appunto, il proprio formato da foglio in quaderno, riscuotendo un inatteso successo. D’altra parte, i quaderni di Prezzolini contenevano gli interessanti ed innovativi contributi di giovani collaboratori: non solo saggi critici, come quelli del Serra e del Cecchi, ma anche studi psicologici ed etnici realizzati dal Papini e dal futuro Duce Mussolini, nonché opere filosofiche (si pensi al “Maine de Biran” dell’Amendola) e di fantasia (è questo il caso de “Le memorie d’Iddio” dello stesso Papini). Successivamente, Prezzolini conferì ai suoi scritti una risonanza sempre più vasta ed una portata particolarmente consistente ospitando su di essi gli apporti anche di Panzini, Verga, Linati, senza dimenticare Radice e Salvemini. Non bisogna trascurare, inoltre, l’interessante esperienza dei quaderni delle fondazioni “Lorenzo Valla”, che ha pubblicato numerose edizioni critiche di testi classici sia latini che greci, ed “Agnelli”, maggiormente interessata agli studi sociali ed economico-industriali.
Dunque, i Quaderni si segnalano per gli illustri precedenti e per i contributi di esperti ed accademici, ma anche per la “collaborazione di esponenti di quella società civile che… – come osservato da Giulio Rolando nella introduzione alla collana –… intende partire dalla capacità di ritrovare e ricostruire la propria identità ed il proprio ruolo per poter passare ad una fase propositiva e programmatica in linea con le responsabilità e le sfide cui è chiamata dalla contingenza storica”.

Ciriaco M. Viggiano

I Quaderni de 'Il Cerchio'

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