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Marcello Veneziani: Sud (2009)

 

Marcello Veneziani: Sud (2009)
di A. M. Liberatore Sabini

Il libro più recente di Marcello Veneziani è stato presentato, per la prima volta a Napoli, nell’ambito della manifestazione svoltasi all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici per i 15 anni della rivista Il Cerchio e qualche giorno dopo, presso la saletta rossa di Guida, in un confronto con Marco Demarco. In queste occasioni ho avuto modo di intrattenermi con l’autore a riflettere e discutere del suo “Sud”. Come recita il sottotitolo del libro, “Sud” è “un viaggio civile e sentimentale” dell’Autore in quel vasto e mitico territorio che egli intende “raccontare per intero, non solo una città o un tronco, non solo per la malavita ed il malaffare, ma perché il Sud ha bisogno di un suo racconto per trovare anima e corpo.” Da Bisceglie, terra d’origine, lo sguardo acuto e appassionato di Veneziani si allarga ad un continente dell’anima che via via, partendo da Capo Leuca, il punto più estremo del Meridione, lo percorre tutto. Già dall’inizio del viaggio l’Autore dimostra la sua tendenza a capovolgere i soliti cliché, infatti, non parte dal Nord per arrivare ad Eboli, come il Cristo di Levi, ma dal profondo Sud, per fermarsi poi ad Eboli. Anche la tesi crociana del Mezzogiorno come un “paradiso abitato da diavoli”, viene capovolta definendo quel territorio “un inferno abitato da angeli in fuga per salvarsi da una dannazione comune”. Ma che cosa è il Sud per il nostro “Viandante”? Il Sud è un vero e proprio pianeta e come tale è diverso da tutti gli altri, con le sue peculiarità e le sue mancanze ed anche con la sua distanza che Veneziani percorre da meridionale innamorato della sua terra, ma, al tempo stesso, addolorato e preoccupato per il destino che la storia, ancora oggi, continua ad infliggerle.

Delle colpe “esterne” al Mezzogiorno si è già detto molto. Forse troppo. Delle colpe “interne”, invece, si è detto sicuramente troppo poco. Non a caso è sempre più irritante quel richiamo alle responsabilità della plebe o della borghesia, a seconda dell’estro del momento, che sempre ritorna quando si parla dell’arretratezza del Sud. Richiamo tanto generico e tanto re- In questo suo ultimo libro, come nei precedenti e, certamente, ancora di più, Veneziani cerca di riannodare i fili di un viaggio pre-istorico per ancorarsi all’odierna realtà, seguendo la rotta del ricordo e dell’emozione e dell’appartenenza: “Un paese ci vuole anche per il gusto di andarsene via. Un Sud ci vuole anche per lasciarlo alle spalle, nella mente e nel cuore; ma per poi ritornarvi continuamente o definitivamente.

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