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Pierfranco Bruni: La bicicletta di mio padre (2011)

 

la bicicletta di mio padre
Un importante successo riscuote il romanzo di Pierfranco Bruni dal titolo: “La bicicletta di mio padre” (Edito da Pellegrini, Cosenza). Un romanzo che ha “viaggiato” tra le sue presentazioni toccando luoghi e un pubblico abbastanza articolato: da Barcellona a Cosenza, da Roma a Taranto, da Tirana a Bari e in scenari significativi come i canali della Rai tra i quali una puntata dedicata da Gigi Marzullo nella sua trasmissione “L’Appuntamento” con critici letterari e docenti universitari in studio. “La bicicletta di mio padre” un raccontare tra le righe di un vero e proprio testamento spirituale e si lega chiaramente, e forse chiude anche una stagione nella scrittura di Pierfranco Bruni, ad altri suoi romanzi come “Quando fioriscono i rovi” del 2004 e “Il mare e la conchiglia” del 2007. Con l’interludio de “Il perduro equilibrio” che risale al 2008. Uno scrittore le cui emozioni graffiano e il tempo non è dilatabile perché i simboli vi campeggiano.
Tra i luoghi e i sensi nel gioco quasi indefinibile delle passioni, l’intreccio del romanzo di Pierfranco Bruni scava nel tempo dell’amore o forse nel tempo degli amori con una dolcezza e una malinconia che si aggrappa alle parole. I luoghi sono nel raccordare i viaggi in una Magna Grecia fatta di città, di mare, di spiaggia e di miti che riportano ad un ulissisismo i cui modelli interpretativi sono onirici, lirici e letterari. Tra il mistero e il sentiero delle cadute ma mai si avverte la scivolata nella disperazione. Resta, comunque, tra l’altro, un romanzo che incontra sia la speranza che l’attesa anche se il raccontare è fatto di storie antiche e finite. Ma gli amori finiscono poi veramente? Una domanda sempre sospesa tra la passione che è fisicità ma anche sguardi e il ricordare che non cede al rimpianto mai.
La società odierna è afflitta dal virus del dimenticare, dice l’intellettuale calabrese, ed i nostri figli non sanno quanto di affascinante ci sia nella memoria. Splendide e intense sono le parti in cui egli parla, ancora, della memoria: “indefinibile magia… non è solo una conchiglia che raccoglie i ricordi…è una testimonianza della vita… Con “La bicicletta di mio padre” Pierfranco Bruni ci ha consegnato pagine davvero emozionanti e toccanti, un’opera vera perchè densa di sentimenti autentici, un libro dolce, profondo, intenso e appassionante che tocca le corde del cuore e che di certo non si dimentica. Un romanzo che continua un tempo e una storia all’interno di un vissuto letterario e umano. Pierfranco Bruni si confessa? Ma nel romanzo, come egli stesso afferma, la confessione è sempre un intreccio tra il destino e l’eresia. Forse anche questo nuovo romanzo di Bruni si intaglia tra le pareti di questa metafora.

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